IRANIAN ADVENTURE 2016/17

Italia 🇮🇹, Grecia 🇬🇷, Turchia 🇹🇷, Georgia 🇬🇪, Armenia 🇦🇲, – Armenia 🇦🇲, Iran 🇮🇷, Turchia 🇹🇷, Grecia 🇬🇷, Italia 🇮🇹.

Tutto è iniziato in Slovenia nel luglio 2015 quando ho conosciuto Riccardo Aldegheri (Joe’s Place B&B), una persona speciale che mi ha raccontato dei suoi viaggi avventurosi e mi ha fatto capire che l’Iran era una meta raggiungibile, poi i social con le foto dei motoviaggiatori giunti sin lì dall’Europa e il viaggio in solitaria di Virginie Verdenal mi hanno dato l’ultimo stimolo a partire.
La decisione era presa, non rimaneva che organizzare il viaggio, preparare la moto, decidere il percorso di massima, ragionare sui tempi, l’attrezzatura!

Il viaggio era già iniziato!

Itinerario – 12700 km
La Spezia, Ancona, Igoumenitsa, Nea Vrasna, Tekirdag, Ilgaz, Trabzon, Akhaltsikhe, Gyumri – Gyumri, Areni, Meghri, Urmia, Kermanshah, Esfahan, Shiraz, Persepolis, Kerman, Shahdad, Yazd, Qom, Chabokshar, Tabriz, Van, Erzincan, Nevşehir, Düzce, Alexandroupolis, Igoumenitsa, Ancona, Fabriano, La Spezia.

20170520, l’entrata in Iran, 300 km circa da Urmia.

Il viaggio (37 giorni sulla strada) è iniziato nel 2016 ed è finito nel 2017. Si, ho avuto diversi contrattempi!!!

Sono partito da La Spezia il 23 Aprile 2016, ma arrivato alla biglietteria dei traghetti ad Ancona mi sono accorto di aver perso (?) la busta con passaporto, libretto di circolazione e patente internazionale.
In una quindicina di giorni ho rifatto tutti i documenti ed il 7 Maggio 2016 sono ripartito, ma dopo aver attraversato l’Adriatico, la Grecia, la Turchia e la Georgia il 13 Maggio sono caduto dalla moto in una strada fangosa a Gyumri, in Armenia, fratturandomi tibia e perone. Il Console Italiano che è intervenuto in mio soccorso all’ospedale si è offerto di ricoverare la moto in un suo hotel ed allora senza più questo problema, sono rientrato in Italia per operarmi a Milano. L’operazione alla gamba è andata bene, ma ho avuto problemi di intolleranza al metallo e complicazioni che mi hanno fatto ritardare la continuazione del viaggio per un anno esatto.

Tutto quanto successo sembrava volermi dire: lascia perdere, non andare, non è il tuo viaggio!. E invece!

Il 13 Maggio 2017 con volo Milano-Mosca-Yerevan ho ripreso la strada per arrivare infine a Gyumri, all’hotel Villa Kars, dove era ricoverata la moto (BMW R1200 GS – 2013), da lì è ricominciata la IRANIAN ADVENTURE che si è conclusa dopo un bellissimo viaggio con il ritorno a La Spezia l’11 giugno 2017.

con la collaborazione di:

20170630

Di seguito il diario del viaggio:

Primo Tentativo

2016.04.23/25 – 1048 km

23 Aprile 2016 – 148 km, primo giorno
La Spezia – Marina di Castagneto Carducci

Verso le 18 è iniziato il grande viaggio destinazione Iran. Questa notte dormirò in Toscana, così domattina avrò meno strada da fare per raggiungere Ancona.

20160424_Ancona_001
Marina di Castagneto Carducci.
24 Aprile 2016 – 520 km, secondo giorno
Marina di Castagneto Carducci – Ancona – Fabriano

Partito verso le 8 per Ancona, tutta statale eccetto l’ultimo pezzo, arrivato alla Stazione Marittima mi sono accorto di non avere la busta con dentro passaporto, libretto di circolazione moto e patente internazionale! SENZA PAROLE! Girato e rigirato sotto la pioggia sulla superstrada a cercarli ma nienteeee!!!. Dormito a Fabriano (Hotel 2000 – 60€).

20160424_Ancona_004
Ancona, biglietteria Ferry.
 
25 Aprile 2016 – 380 km, terzo giorno
Fabriano – La Spezia

Il ritorno a La Spezia!!!

Secondo Tentativo

2016.05.07/13 – 3256 km

07 Maggio 2016 – 459 km, primo giorno
La Spezia – Ancona

Partenza prevista per domenica 8, ma anticipata a sabato 7 Maggio per evitare 4 giorni di sciopero traghetti per la Grecia. La giornata è bella, sole e 17-23°C, poco traffico. Alle 13:30 sono ad Ancona a fare il check-in al porto!

20160508_Traghetto_Grecia_007
l’arrivo ad Igoumenitsa.
08 Maggio 2016 – 459 km, secondo giorno
Igoumenitsa – Nea Vrasna

Quando mi sveglio la nave è all’altezza dell’Albania, bel tempo. Alle 09:00 dovrei sbarcare! Sarà che è domenica, ma in Grecia per strada non c’è nessuno, bella la strada iniziale e anche i paesi sulle colline, volevo fermarmi a mangiare in una trattoria, ma la torta di riso di Gloria nel bauletto mi ha fatto desistere! Sono arrivato in un paesino turistico di montagna e da lì con un giro di curve in discesa ho preso l’autostrada, traffico zero. A Nea Vrasna un tipo molto gentile di un bar sul mare mi ha accompagnato all’introvabile B&B Sunelen Studio. Più tardi sono tornato nel suo locale a mangiare una pizza. La tipa del Sunelen nel mostrarmi la camera andava un po’ troppo di fretta, e la mattina dopo all’ora convenuta non si è fatta viva. Pagherò con bonifico!

la partenza da Nea Vrasna.

Sembra impossibile ma oggi ho fatto 459 km, esattamente quelli che ho fatto ieri!

09 Maggio 2016 – 489 km, terzo giorno
Nea Vrasna – Tekirdag

Riprendo il viaggio alle 08:05, dopo un pezzo di autostrada quasi deserto, mi rimetto sulla strada normale, bellissima, da Sapes verso Mikro Derio! Vale la pena farla! Tempo bello, mi ha anche telefonato il mio amico Franco, proprio quando mi sono fermato a fare foto, che piacere! Più tardi sono entrato in Turchia ad Edirne. Bella natura, belle colline nella strada per Tekirdag dove sono arrivato abbastanza presto, nel centro città un’interruzione incasinatissima per lavori in corso mi ha portato fuori strada, il Navigator mi ha salvato! La sera sono andato a mangiare kebab, un grande piatto con due strisce di carne, insalata, pomodori, riso giallo, una specie di yogurt/formaggio un po’ acido ma molto buono, tè e acqua, tutti molto gentili.
Peccato che l’hotel “Deniz Pansiyon” è proprio una sporca topaia (20 euro)!

Grecia, Orfeas.
 
10 Maggio 2016 – 598 km, quarto giorno
Tekirdag – Ilgaz

Partito alle 07:45, viaaa. L’attraversamento di Istanbul è stato come immaginavo, un carnaio pazzesco, ci vogliono 6 occhi, ma quando si capisce come funziona si va abbastanza bene! La cosa che più mi ha colpito è stato il cartello “Welcome in Asia”, proprio dopo l’attraversamento del ponte che divide il continente europeo da quello asiatico, brivido, era come se fosse indirizzato proprio a me! Passata la metropoli si fila come il vento! Tutte superstrade a 3 e 2 corsie, con asfalto perfetto, bei paesaggi, poi è iniziata la salita verso i 1300 mslm e anche la pioggia; a parte la pioggia, perfetta tappa di trasferimento! Sono arrivato ad Ilgaz verso le 16, finalmente un hotel decente (Akbak Hotel); questa sera ho mangiato turco nel self-service dell’hotel, piatto di carne con melanzane e pomodori, poi patate con altra carne, tutto condito con riso, relax e a letto presto!

20160510_Tekirdag_Ilgaz_004
in strada per Ilgaz.
 
 
11 Maggio 2016 – 629 km, quinto giorno
Ilgaz – Trabzon

Lunga tappa di trasferimento, cielo coperto e temperature basse 11/17 gradi. Sempre superstrade senza traffico contornate da risaie e da colline. Mi ha fermato la polizia, penso più che altro per curiosità, sono stati gentilissimi e si sono fatti fotografare per FB. Da Samsun la strada corre lungo la costa del Mar Nero, sembra quasi Liguria, più avanti di nuovo superstrada un po’ trafficata, belle le città attraversate, la vita che scorre, i ragazzi che escono da scuola, i contadini che lavorano nei campi. Arrivato a Trabzon, per raggiungere lo Sanli Hotel Hammam & SPA ho attraversato un quartiere con traffico incredibile, di mezzi e di persone, bello l’hotel e gentilissimo lo staff, ma circondato da edifici fatiscenti. Il ragazzo della reception si è dato da fare e mi ha trovato l’adesivo della Turchia! Cena al 5 piano, non male!

20160511_Ilgaz_Trabzon_002
l’incontro con la Polis!
 
 
12 Maggio 2016 – 458 km, sesto giorno
Trabzon – Akhaltsikhe

Proseguo per altri 160 km sulla costa del Mare Nero, poi entro all’interno e salgo rapidamente di quota, bella la Turchia! Poco traffico e belle strade, peccato che nella prima parte l’asfalto è ghiaioso, d’altronde qui d’inverno le temperature devono scendere parecchio, ma la meraviglia è quando mi avvicino ai 2500 mslm, sembra di volare sopra prati verdi! La strada continua in un saliscendi fra i 2100 e i 2600 metri, all’orizzonte le montagne innevate, ogni tanto un pezzo di strada bianca, la moto va che è una meraviglia, sembra un cavallo felice di correre nelle praterie. Dopo una lunga discesa eccomi alla frontiera georgiana. Soliti timbri e visti ma non si paga nulla, alla prima stazione di servizio trovo due Husqvarna 650 tutte infangate, sono di una coppia belga, Sofie e Jo, (Destination World) in viaggio verso la Mongolia, hanno 5 mesi di tempo per andare e tornare, beati loro!
Finisce che continuiamo a viaggiare insieme sino a Akhaltsikhe, pernotteranno al mio albergo e la serata la passiamo assieme, prima visitiamo il vecchio castello restaurato e poi andiamo in un localino a mangiare e bere cibo georgiano!!! Si va a letto un po allegri!

20160512_Trabzon_Akhaltsikhe_075
confine Turchia/Georgia, Sofie and Jo.
 
13 Maggio 2016 – 164 km, settimo giorno
Akhaltsikhe – Gyumri

La giornata inizia con la pioggia, dopo aver salutato Sofie e Jo parto, la strada scorre nel fondo valle costeggiando il suo impetuoso fiume! Poi inizio a salire verso il confine con l’Armenia. Arrivato alla frontiera i soliti controlli, pago prima 30 euro alla polizia di frontiera, poi 33 euro per l’assicurazione obbligatoria.

La prima impressione dell’Armenia è di completo abbandono, appena passata la frontiera, sparisce la strada, mi trovo davanti ad un palazzone abbandonato, la strada asfaltata non c’è più, la rivedo qualche centinaio di metri più avanti, dopo migliora un po’, ma le buche non mancano e bisogna guidare con attenzione. Sulla sinistra il verde delle colline si specchia in un grande lago, poi si scende, la strada migliora e passo nella periferia di una cittadina. Procedo tranquillo sinché il navigatore per evitare la città ed accorciare il tragitto, mi fa entrare in una strada sterrata piena di avvallamenti ma percorribile abbastanza bene, dopo una decina di chilometri il fondo cambia, diventa fangoso, inizio a preoccuparmi e mi fermo per vedere bene dove mettere le ruote. Errore, quando riparto dopo pochi metri la moto mi scivola/sprofonda al posteriore e cado, la gamba destra rimane sotto la borsa della moto! Dolore forte!!! Non riesco a liberare la gamba. Disperazione!!! Prima spengo la moto con on/off, poi i faretti e infine riesco a spegnere anche la chiave. Sono stremato, sudato, il dolore è forte, mi manca il fiato, riesco a liberare la borsa del serbatoio, bevo acqua fresca e posso usare la borsa come cuscino. Cerco di tirare fuori il piede, ma niente. Mi devo calmare e ragionare, la strada è deserta, nessuno mi può aiutare. Provo a spingere con l’altra gamba sul paraserbatoio per spostare la moto ma niente, non riesco, dopo circa un quarto d’ora ed infiniti tentativi e lamenti riesco a recuperare la gamba. Bevo e cerco di riprendere fiato, ma il dolore cresce, finalmente, dopo una ventina di minuti, arriva un’auto, mi sbraccio per farmi notare e il tipo alla guida mi vede, si ferma, parla solo armeno, chiama qualcuno al telefono e me lo passa: help, hospital, police! Il tipo deve andare, rimango solo, steso sul bordo del fango ad aspettare l’ambulanza e la polizia. Intanto attivo il roaming sull’iPhone, chiamo Gloria e l’avviso dell’accaduto, almeno sente che sono vivo, non vorrei poi svenire.  Cinque minuti più tardi arriva un tizio a piedi che mi gira intorno borbottando e dopo un tempo che mi è sembrato interminabile è arrivata l’ambulanza. Uno di quei furgoncini militari russi con dentro una barella e una stufetta elettrica! L’infermiera mi fa una puntura e poi mi caricano a bordo, ma da lì esigo di non muovermi sinché non arriva la polizia per prendersi cura della moto, dopo una mezzoretta si parte e i miei lamenti su quella strada sconnessa diventano urli! Penso il più brutto viaggio della mia vita. Finalmente l’asfalto e le cose vanno meglio. Arrivati all’ospedale mi vengono tutti incontro medici, infermieri, portantini, non capita tutti i giorni un motociclista italiano imbecille tutto bardato come un astronauta che si rompe una gamba proprio lì! Documenti, prova alcolica, mi fanno subito i raggi e la diagnosi è: due fratture, tibia e perone, come i calciatori, sembra occorra mettere qualche vite. L’Ospedale non è niente male, tutto in granito con Wi-Fi free e personale gentilissimo, intanto Gloria mi ha mandato con sms il numero di emergenza per chiamare l’Ambasciata a Yerevan, chiamo e mi danno il numero del Console Onorario d’Italia a Gyumri Dott. Antonio Montalto che mi assicura arriverà in pochi minuti. Eccolo, ha proprio l’aspetto del Console, barba brizzolata, giacca “pied de poule” e gilet! Si offre di occuparsi di me e della moto e di parcheggiarla nel cortile del suo hotel “Villa Kars”, dopo essermi consultato con lui decido di prenotare il volo per l’Italia e di operarmi a Milano.

14 Maggio 2016, ottavo giorno
Gyumri Ospedale

Passo la giornata in attesa del volo e ho occasione di conoscere gli armeni. In ospedale sono trattato come un principe, tutto il personale è veramente disponibile e molto gentile. Nella mia camera è ricoverato un signore: Johannes Poghosyan per un’operazione al naso, tutta la famiglia si offre di aiutarmi in tutte le occasioni. La madre di Johannes non fa che offrirmi del cibo e quando capisce che mi piace la frutta, mi rimpinza di banane tagliate a fettine e poi datteri e pomodori. C’è qualche difficoltà con Wi-Fi e un’infermiera mi scorrazza per i corridoi con la poltrona a rotelle sinché non trovo il segnale, poi grazie alla disponibilità di Sona, la figlia di Johannes, una bella ragazza di 19 anni, che mi fa accedere all’hotspot del suo cellulare, riesco a comunicare con tutti gli amici nel mondo!

20160513_Akhaltsikhe_Gyumri_020
Armenia, l’ospedale di Gyumri.
15 Maggio 2016, nono giorno
Aeroporto
Volo Yerevan/Parigi/Milano

Sveglia alle 03:30, alle 4 è venuto a prendermi l’uomo di fiducia del console con l’autista e un vecchio taxi Mercedes. Saluto i signori Poghosyan e via, due ore circa di viaggio con sullo sfondo il monte Ararat, quello dell’Arca! All’aeroporto di Yerevan siamo accolti dall’incaricato dell’ambasciata che ha attivato l’assistenza per la sedia a rotelle durante il viaggio.

Sono a Parigi, sto ritornando in Italia, fra un’ora circa dovrei essere a Milano. Gloria e Franco mi aspettano all’aeroporto per portarmi all’ospedale dove spero velocemente mi opereranno!

Ho viaggiato passando sempre davanti a tutti, che soddisfazione. Presto notizie!

20160515_Gyumri_Milano_007
Yerevan, aeroporto

16 Maggio 2016
Milano – Istituto Gaetano Pini

Sveglia verso le 6,30 per prelievi e analisi. Domani verso le 13 dovrebbero operarmi. Poi è venuta Gloria con fragole e mirtilli.

Quanti saluti su FB, si fanno tutti vivi!

20160515_Gyumri_Milano_014
Milano, Ospedale Gaetano Pini.
19 Maggio 2016
Milano – La Spezia

Oggi mi dimettono! Andrea, mio cognato, verrà a prenderci con la mia macchina, ma per non subire il casino del centro città, ci aspetta a casa della zia Augusta e carica intanto sull’auto il borsone che avevo sulla moto e gli altri bagagli che nel frattempo Franco ha portato lì. Gloria ed io, una volta liberi dall’ospedale lo raggiungeremo in taxi. Tutto fila alla perfezione, salutiamo gli zii e  poi via verso casa. Arriviamo a Spezia verso le 18:00 e dopo essere passati in ufficio a salutare Zoe andiamo sotto casa, salgo lentamente le scale un piano alla volta, finalmente in poltronaaaa!!!

La Spezia, casa, poltrona!

PREPARATIVI 2017

Dopo un anno di attesa, piano piano le cose si sono sistemate ed il nuovo inizio della IRANIAN ADVENTURE si avvicina. La partenza è fissata per le 06.55 di domenica 14 maggio 2017 da Milano Malpensa, scalo a Mosca ed arrivo a Yerevan alle 17.50, volo prenotato.

Un taxi, probabilmente il solito ragazzo che mi accompagnò a Yerevan con la gamba rotta nel 2016, mi verrà a prendere all’aeroporto e mi accompagnerà a Gyumri a Villa Kars dove mi aspettano il Console e la moto!

13 Maggio 2017, primo giorno
Milano

Si parte dalla Stazione FS di La Spezia, con un po’ di ritardo Gloria ed io arriviamo a Milano dove Franco, un mio caro amico e suo figlio Pietro ci aspettano alla Stazione Centrale. Bagagli pesantissimi!
Serata tranquilla a Muggiò.

a casa di Franco, Muggiò (MB).
 
14 Maggio 2017, secondo giorno
Milano – Mosca – Yerevan – Gyumri

Sono sull’aereo per Mosca, partiti! ✈

Dopo un anno esatto, sono di nuovo in strada, se tutto va bene riprendo il viaggio da dove si è interrotto il 13 Maggio 2016!

Sono a Mosca e sto partendo per Yerevan, tutto OK, un’ora di ritardo alla partenza, nessun problema per la batteria al litio che ho nel bagaglio nella stiva, tanta apprensione per niente!.

я хочу, чтобы идти, где не было когда-либо

Sono a Yerevan! È il solito autista dell’anno scorso!

Siamo in strada per Gyumri!

Sono arrivato a Gyumri, a Villa Kars; sembra incredibile ma appena arrivato sono andato a vedere la moto, era in un sottoscala con sopra un telo, ho tolto il telo girato la chiave di accensione e “MIRACOLO”, il pannello strumenti si è illuminato, batteria viva! Non potevo provare ad accenderla perché era sera tardi e non volevo svegliare nessuno. Domattina dovrò tirarla fuori dal sottoscala e provare a metterla in moto, una lavatina perchè è proprio messa male, poi vedremo! Intanto ottima accoglienza in Armenia da parte del Console e da parte di Max, un giovane trentino di 35 anni che fa il cuoco nell’hotel, siamo rimasti a parlare sino a tardi davanti a un buon bicchiere di vino armeno. Buonanotte.

20170514_IRANIAN_ADVENTURE_011
Russia, Mosca, in partenza per Yerevan.
 
15 Maggio 2017 – 22 km, terzo giorno
Gyumri, Villa Kars

Dolce risveglio e subito a lavorare sulla moto, la vecchia batteria naturalmente è quasi completamente scarica, monto quella al litio comprata dall’amico Ivo Garibaldi e al primo colpo vroooomm.

Metto sotto carica la vecchia e una volta rimontata, vroom vroooommm, perfetta!

Sono andato alla polizia con l’uomo di fiducia del console perché altrimenti quando esco dall’Armenia rischio una multa, sono entrato nel 05/2016 ed esco nel 05/2017! Antonio, il Console, mi fa una dichiarazione in armeno dove spiega l’accaduto, e con quella dovrei passare! Ma devo partire domani in mattinata. Oggi mi sono riavvicinato alla bestia! Che lavoro, che emozione, sono andato a gonfiare gli pneumatici e a fare il pieno di benzina poi visto il tempo piovoso sono stato un po’ con Antonio a vedere i lavori che sta facendo, la settimana prossima aprirà un ristorante proprio davanti all’hotel. Cena con Antonio e Max, molto piacevole.

20170515_IRANIAN_ADVENTURE_012
Armenia, Gyumri, Villa Kars.
16 Maggio 2017 – 237 km, quarto giorno
Gyumri – Yerevan – Areni

FINALMENTE PARTITO!!!

Verso Yerevan, bei panorami, il problema con la data della mia prima entrata in Armenia sta diventando primario!

Sono a Yerevan nell’ufficio/negozio di ceramiche del Console, gentilissimi, ma sono quasi le 18 e sto aspettando l’autista con i documenti da questa mattina!

Ok, sembra tutto sistemato, ho i documenti e la dichiarazione di Antonio.

La montagna sullo sfondo è l’Ararat, 5137 mslm. il più alto della Turchia.

Verso le 20 arrivo ad Areni all’Areni House B&B, molto semplice, gentilissimi, la signora mi prepara qualcosa da mangiare, ma non ho molto appetito. Buonanotte!

20170516_IRANIAN_ADVENTURE_009
Armenia, in strada per Areni.
 
Total distance: 235.06 km
Max elevation: 1984 m
Average speed: 63.69 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-16 10:40 2.GPX
17 Maggio 2017 – 288 km, quinto giorno
Areni – Novarank – Meghri

Visito il Monastero di Novarank, una interessante testimonianza cristiana del 1200 si trova in una valle all’interno a pochi chilometri da Areni. Poi a sud, verso Meghri, su e giù dai 1000 ai 2500 mslm. La strada non è male, la manutenzione la fanno! A metà strada ho incontrato un ceco, della Repubblica Ceca, che tornava dall’Iran, al ritorno pensava di prendere il battello da Batumi per Odessa o per la Bulgaria. Arrivato verso le 16 a Meghri, all’Haer B&B, in una posizione molto scomoda da raggiungere, contadini anche loro, la camera è uno schifo. Me la sono fatta cambiare perché non funzionava Wi-Fi, Il tempo regge bene e le temperature sono gradevoli. La sera spuntino sotto il portico, bevo molto tè. Sono sempre in attesa di comunicare con Hossein per domani!

Armenia, vicino a Lernadzor, 39°7’27″N 46°10’24″E.
 
Total distance: 289.96 km
Max elevation: 2553 m
Average speed: 55.93 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-17 09:30.GPX
18 Maggio 2017, sesto giorno
Agarak, Armenian / Iranian border

Sono arrivato al confine entusiasta ma purtroppo “giornata di merda” che più merda non si può. Figurati se all’uscita dall’Armenia non trovavano problemi nei documenti. Solo le ore 13 circa, è dalle 9 di mattina che aspetto, hanno spedito la documentazione che mi ha dato il Console, via email, alla frontiera nord dove sono entrato a Maggio 2016 e aspettano una risposta. Ormai ho perso la giornata ed il problema è che domani è venerdì ed Hossein il venerdì non lavora per cui dovrò rimandare l’entrata in Iran a sabato mattina, perdendo un altro giorno, inoltre non c’è Wi-Fi per cui non riesco a comunicare ad Hossein la mia situazione. Verso le 16 decido di andare nella vicina Agarak per sfruttare il Wi-Fi di qualche hotel, trovo l’Hotel Elya a 1 km circa dal confine e riesco a scrivere ad Hossein, poi torno alla frontiera dove verso le 17,30 mi chiamano  perché hanno avuto l’ok dal nord, ma devono compilare dei moduli e secondo me non ci capiscono una mazza, ma da ottusi quali sono perdono altro tempo, sono rassegnato. Verso le 18,30 mi lasciano andare, ma SENZA MOTO, la legge impone che debba lasciarla nel parcheggio della dogana! INCREDIBILE. Ora sono ad Agarak, all’Hotel Elya, pernotterò qui per due notti, la camera non è male e Wi-Fi funziona bene, cena in giardino con piatto di würstel con patate e birra. Buonanotte.

Armenia, Nurduz, Iranian border.
 
Total distance: 15.49 km
Max elevation: 776 m
Average speed: 35.33 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-18 08:44.GPX
19 Maggio 2017, settimo giorno
Agarak, Armenian / Iranian border

Si prospetta un’altra giornataccia. Si vede l’Iran dall’altra parte del fiume! Mi devo organizzare per domani mattina, per prova ho fatto una camminata sino alla frontiera, 1,5 km, ma con i bagagli non ce la posso fare, devo trovare un taxi, la moto sta bene (anche se poi mi sono accorto che ci sono saliti sopra e hanno rigato una delle borse laterali)!

In pomeriggio passeggiata ad Agarak, dagli automezzi che si incontrano per strada si ha l’idea di essere in Russia, qui il russo lo parlano tutti; qualche piacevole incontro motociclistico in una officina locale e al ritorno ho fatto amicizia con Aro, il padrone dell’Hotel, un ragazzo di 28 anni al quale piacciono le stelle! Nella periferia della cittadina c’è una importante miniera di molibdeno che da lavoro a un sacco di gente, il minerale estratto lo vendono ai russi, ma la coscienza ecologica sta iniziando anche da queste parti a prendere campo per cui iniziano a rendersi conto dell’inquinamento prodotto e delle conseguenze sulla salute. Aro mi ha portato a vedere il ruscello che scorre non lontano dall’hotel e mi ha fatto notare che non c’è vegetazione nelle vicinanze dell’acqua che scorre, tutto morto! Cenato e pagato tutto (60 euro per 2 cene, due notti con colazione e un pranzo) così domattina non perdo tempo. Sono d’accordo con Aro che domattina alle 8:15 qualcuno mi accompagnerà alla frontiera.

Alla fine la giornata non è stata così male, buonanotte!!!

Armenia, Agarak.
 
20 Maggio 2017 – 330 km, ottavo giorno
Agarak – Urmia

Sveglia alle ore 7. Mi ha accompagnato al confine un capitano della guardia di frontiera che era ospite dell’albergo, grazie Aro, questa volta sembra quella buona, mi fanno uscire!!! È arrivato il momento, sono nella terra di nessuno proprio all’inizio del ponte che unisce Armenia ed Iran, e sto cercando di far passare il tempo perché ho appuntamento con Hossein alle 10 e sono appena le 9,15. Vedo le strade e le montagne iraniane a poche centinaia di metri, che emozione!.

Ci sono, ho incontrato Hossein che sta facendo i documenti per il mio Carnet de Passage; c’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine i documenti sono pronti, Hossein oltre al mio si è occupato anche del CDP per una coppia di ragazzi tedeschi/svizzeri, Magdalena e Benedict con la Tesla elettrica che stanno andando in Kazakistan e Asia Centrale! Viaggiamo assieme e pernotteremo tutti a casa di Hossein, lungo la strada per Urmia ci fermiamo a fare fotografie/filmati alla Tesla, poi io ed Hossein li precediamo. Arrivati ad Urmia, il primo impatto con una grande città iraniana, le strade non sono male, traffico un po’ incasinato ma accettabile. La casa dei genitori di Hossein è molto semplice con un bel cortile dove la mattina si fa colazione, quando ci sono ospiti loro vanno in un vicino edificio. La camera dove dormo è la loro cucina/salotto, non è male, ma è di comunicazione con la camera di Hossein e del fratello dove ora dorme la coppia svizzera. Dopo un quarto d’ora dal nostro arrivo, Hossein se ne è andato e ci ha lasciato con suo padre e suo fratello, il padre carino, il fratello, carino ma tanta roba! Mangiato biscotti e bevuto tè, a letto presto!

Iran, Nurduz border con Magdalena e Benedict!
 
Total distance: 283.88 km
Max elevation: 1852 m
Average speed: 77.28 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-20 09:16 2.GPX
21 Maggio 2017 – 87 km, nono giorno
Urmia

Alzato alle 8, fatta colazione nel cortile con tutta la compagnia, con tè, marmellata di carote e una specie di schiacciata. Poi abbiamo fatto un salto con la macchina elettrica ad attivare la sim dei telefoni, dopodiché gli elettricisti sono partiti direzione Teheran.

Dopo vari tentennamenti di Hossein, indeciso se venire a fare un giro con me, ho tolto le borse alla moto e sono andato a vedere il lago salato, notevole.

Al ritorno ho finalmente mangiato in un ristorantino iraniano, sentivo il bisogno di mangiare un po’ normale: riso e kebab, cipolle e pomodoro sulla piastra, tutto ottimo, tutti gentilissimi e disponibili, dal tavolo vicino si è alzato un giovane ed è venuto a salutare dicendomi: “Benvenuto in Iran, fai sapere al mondo che siamo un popolo di pace!”, da brividi.

Più tardi giretto a piedi per la città a curiosare nei negozi e al ritorno lavoretti sulla moto e organizzazione per domani!

Questa notte mi tocca la camera con i letti a castello (20 dollari a notte), almeno c’è un po’ di privacy.

Iran, Urmia, “Benvenuto in Iran, fai sapere al mondo che siamo un popolo di pace!”
 
Total distance: 42.16 km
Max elevation: 1355 m
Average speed: 63.73 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-21 13:40.GPX
22 Maggio 2017 – 600 km, decimo giorno
Urmia – Kermanshah

Fatta abbondante colazione abbastanza presto e salutato la famiglia di Hossein. Partito verso le 8:15, uscendo dalla città Hossein mi ha accompagnato all’ufficio del turismo a prendere l’adesivo IRN.

Finalmente sono in Iran da SOLO!!!

Strade belle con poco traffico, all’inizio delle cittadine ci sono i dissuasori in grande quantità. Sono nell’Azerbaigian Occidentale, verdi colline e panorami mozzafiato. Mi sono fermato per bere e fotografare il panorama e subito si è fermata un’auto con una famiglia, il padre ha voluto fotografarmi con la sua bambina sulla moto e mi ha offerto frutta e biscotti. Welcome in Iran sembra la parola d’ordine, dalle auto mi salutano tutti e mi guardano come un marziano. Sto abituandomi al comportamento degli iraniani alla guida e pian piano riprendo fiducia nella moto, devo dire che questi primi giorni di viaggio avevo sempre timore che qualcosa non funzionasse, dopo essere stata ferma per un anno a temperature invernali estreme chissà, dicono che l’elettronica è delicata!!! Tutto funziona a meraviglia, ogni giorno diventa più “leggera”.

Arrivato a Kermanshah faccio fatica a trovare l’hotel, mi accosto sulla strada principale e mentre consulto il navigatore si avvicina un signore che si propone di aiutarmi, (poi mi dirà che è un poliziotto in borghese) dice che se voglio posso andare a dormire da lui, ha la casa di suo padre vuota e mi può accompagnare, nessun costo, intanto si avvicina anche la moglie con la figlia e insistono che starò bene, ma io ho il problema di internet, devo comunicare, allora mi accompagnano ad un hotel non distante, l’Azadegan Hotel (sarà il più caro di tutto il viaggio: 68 euro). Arrivato in camera sento l’allarme della moto che suona, mi affaccio alla finestra e vedo tutto lo staff dell’hotel intorno alla moto a farsi fotografie, mi vedono e sorridono scusandosi! La sera cena in hotel, passo a salutare la moto e poi in camera a preparare la tappa di domani, buonanotte!

Iran, verso Kermanshah.
 
Total distance: 594.74 km
Max elevation: 2240 m
Average speed: 70.97 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-22 08:38 2.GPX
23 Maggio 2017 – 598 km, undicesimo giorno
Kermanshah – Esfahan

Partito verso le 8,45. La strada corre lungo un altopiano dai 1400 ai 2200 mslm circa con ai lati montagne rocciose, il panorama cambia secondo l’altitudine e le coltivazioni, i colori dal verde virano sul marrone.  Nei piccoli villaggi e nelle cittadine la vita scorre, i commerci danno movimento alle persone che all’uscita dei paesi cercano taxi o passaggi per tornare alle loro abitazioni. Di solito me la tiro, quando passo le auto mi suonano e mi salutano calorosamente “welcome in Iran” e i giovani con le moto 125 si accostano e mi accompagnano chiedendo di sgasare! Arrivato ad Esfahan, traffico e caldo bestiale, meno male il gilet rinfrescante sembra funzioni, vedremo meglio nella tappa verso Shiraz. Gli hotels sono tutti occupati, e in centro, nella zona quasi pedonale, c’è un caos notevole, anche perché c’è un cantiere aperto per costruire la metropolitana. Alla fine trovo posto al “Saadi Hotel”, vado a parcheggiare la moto in un garage non troppo distante e quando torno “panico”, non trovo l’iPhone, ripercorro a ritroso la strada fatta e quando arrivo al garage il tipo mi guarda e dice, è il tuo questo iPhone? lo avevo dimenticato sulla sella della moto. Passeggiata e cena nel ristorantino “veneziano” e poi meritata nanna. Domani si gira per questa bella città.

Iran, Ostan-e verso Esfahan.
 
Total distance: 597.06 km
Max elevation: 2199 m
Average speed: 77.87 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-23 08:41.GPX
24 Maggio 2017, dodicesimo giorno
Esfahan

Dormito bene. Verso le 9 sono già in strada a seguire i consigli di Jo, prima non perdo occasione di vedere lo Zāyandé, il fiume di Esfahan, con l’acqua che scorre, avvenimento sembra sempre più raro. Gli iraniani si godono il fiume ed il bellissimo ponte Khaju che lo attraversa, lungo la sponda gli studenti innamorati si corteggiano, gli anziani si riposano e le famiglie osservano i bambini che giocano. Poi con una bella camminata vado a visitare l’imponente Moschea Masjed-e Shah con le sue cupole ed i suoi mosaici. Due ragazze mi avvicinano e chiedono se possiamo parlare un po’ in inglese e scambiarci un po’ di informazioni, molto carine. Grandiosa, anche la piazza con la fontana e gli edifici che la circondano, veramente bella, sembra vissuta intensamente dai turisti iraniani. Poi, non distante, visito il Palazzo Chehel Sotun con le “40” colonne di legno e il suo magnifico giardino.

Stanco mi avvio verso l’hotel e me magno un polletto in un take away, poi hotel a recuperare energia e pianificare per domani.

Verso le 17,30 torno sul fiume, è pieno di gente, sembrano tutti stare bene dentro!

Poi piano piano mi avvicino all’hotel dove c’è il restaurant Shahrzad, dicono uno dei migliori di Esfahan, entro e vediamo! Kebab, riso, birra analcolica, insalatina. Insomma, la qualità non mi sembra poi un granchè.

Iran, Esfahan il ponte Khaju sullo Zāyandé.
 
25 Maggio 2017 – 495 km, tredicesimo giorno
Esfahan – Shiraz

Colazione alle 8, poi preparazione, vestizione e con il taxi al garage a prendere la bestia: partenza ore 9 circa. Strade ed autostrade con fondi stradali buoni, traffico scarso. Già prima, ma in questa tappa ancora di più gli spazi si fanno più ampi, i colori più ocra, sembra di andare verso l’infinito! Fermatomi ad ammirare il paesaggio e a bere, si sono fermati due tedeschi, uno con KTM 1190 e l’altro con Triumph Tiger, strette di mano e poi si viaggia assieme per un centinaio di chilometri. Ci fermiamo in una cittadina a comprare albicocche e mentre mangiamo arriva uno spagnolo con un BMW R1200 GS ADV ultimo modello, rosso, carico come un asino, diretto in Pakistan e oltre, saluta e corre via come un pazzo! Noi riprendiamo strada e finisce che per non perderli rischio di rimanere senza benzina! Meno male la scorta!!! Arrivo a Shiraz zona alberghi, Hotel Sasan, non è malissimo, ma internet funziona male, sistemo le mie cose e poi esco per mangiare qualcosa in una specie di take-away, molta gente a passeggio e un sacco di negozietti di abbigliamento e scarpe, tutti uguali, uno attaccato all’altro, mettono male! Domani vedrò se cambiare hotel! Buonanotte!

Iran, provincia di Fars, l’incontro con Josè.
  
Total distance: 488.76 km
Max elevation: 2556 m
Average speed: 85.36 km/h
Download file: Registro attivo: 2017-05-25 09:02 2.GPX
26 Maggio 2017 – 126 km, quattordicesimo giorno
Shiraz – Persepolis – Shiraz

Per pigrizia decido di rimanere allo Sasan Hotel. Verso le 9 parto direzione Persepolis con la giacca Dainese leggera e all’interno il rinfrescante Revit, sarà che è ancora mattino, ma è una meraviglia! A Persepolis incontro nuovamente i due tedeschi che stanno andando via, e Josè L Chefi Rico, lo spagnolo incontrato ieri che fa mezzo giro del mondo in 4 mesi, un bel tipo, ha 60 anni ed è appena andato in pensione! Visitiamo sotto un sole cocente le meravigliose rovine dell’antica città e poi ci ristoriamo al fresco con un succo di melone raccontandoci un po’ le nostre storie, alla fine torniamo insieme a Shiraz, con l’idea di risentirci verso le 18. Ma all’ora convenuta non riesco a contattarlo, (numero cell incompleto) niente, esco a mangiarmi un panino con kebab, niente male e poi in camera, domattina parto presto e vediamo come si mette il viaggio!